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Sfilata dei carri veronesi

2/18/2012 Rosaria Magnisi 0 Comments

Verona 18.02.2012 Fonte veronaoggi
Tutti in piazza, per le strade e nelle viuzze di Verona a giocare e a fare festa, ammirando la tradizione veronese. Il rito del Carnevale, del “Bacanal del Gnoco” qui si ripete e si rinnova: per la 482° volta il Baccanal del Gnoco sfila seguito da 70 carri allegorici, provenienti da città e provincia e che dalle 14 stanno facendo sfoggio di sé tra le vie della città, invase da bambini mascherati con i loro genitori, divertiti gruppi di ragazzi. Un appuntamento imperdibile dai veronesi (doc o meno) di tutte le età. Oltre al Sire del Carnevale Veronese, ossia il Papà del Gnoco, in testa alla sfilata, e alle altre maschere della tradizione carnevalesca, non possono mancare majorettes e gruppi musicali italiani ed europei. Carri, divertimento, danze e allegria e… allegoria. C’è il carro dedicato all’Hellas, e alla strepitosa scia di partite vinte che hanno lasciato tutti a bocca aperta, a gennaio: “Fenomeno Hellas, hai voluto la Bici e adesso pedalA”, del Gruppo Cappello Pozzomoretto. Ma c’è anche l’allegoria della crisi e dell’Italia di oggi, che racconta il passaggio dal Governo Berlusconi al Governo Monti. Ed ecco allora spuntare il carro “Bye bye bunga-bunga ma la crisi è ancora lunga” del gruppo il Sasso di Rosegaferro, a carri da prendere alla lettera… o meno: “Ci stiamo fumando l’Italia”, del gruppo Compagnia dell’Onda di Oppeano, a “Romana im…presa” di BBD Butei de Domegliara. A capitanare tutti il Re del Carnevale Veronese, il papà del Gnoco, Marco Menegazzi, di Quinto. Un Papà del Gnoco particolarmente giovane, di 39 anni. Ma, come sempre, armato del suo insostituibile scettro: il piron, la grande forchetta con lo gnocco infilzato. Perché gli gnocchi, come la sfilata dei carri il venerdì gnocolar, sono una irrinunciabile portata che ben si accompagna a questa attesissima giornata. La parte culinaria si snoda tra i secoli e arriva anche oggi a noi, sulle nostre tavole: frittelle, ciacole, galani. Ne sanno qualcosa i bambini (e gli adulti), che, dopo aver ballato, cantato, gettato coriandoli a non finire per le strade di Verona, faranno fatica a rinunciarvi. Un percorso colorato e gioioso, insomma, che tra coriandoli, musica e stelle filanti, parte da Porta Nuova e arriva fino a San Zeno, passando piazza Bra (intorno ai giardini), Largo Alpini, stradone Maffei, stradone San Fermo, lungadige Rubele, via Nizza, via Teatro Nuovo, piazza Viviani, via Cairoli, piazza Erbe, corso Porta Borsari, via Adua, via San Michele alla Porta, via Diaz, corso Cavour, corso Castelvecchio, largo Don Bosco, Rigaste San Zeno, piazzetta Portichetti, via S. Giuseppe, via Scarsellini, via Lenotti, piazza Pozza, per arrivare quindi in piazza San Zeno. È la gioia e l’allegria che la fanno da padrone, un rito antico e sempre nuovo fatto di maschere e di paradossi della realtà. Una parodia della società, della realtà che ci circonda, e che oggi, con la sfilata dei carri vive il suo culmine e che si concluderà mercoledì prossimo quando il profano lascerà poi posto al Sacro, al Mercoledì delle Ceneri, con il quale si aprirà il periodo di Quaresima.
Anna Martellato
http://www.veronaoggi.it/2012/febbraio/17febbraio/newsV113888.htm

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