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Piazza delle Erbe è la Piazza d'Italia più Amata


È piazza delle Erbe la piazza più amata dai turisti di tutto il mondo
Una ricerca condotta dalla Fondazione Marilena Ferrari, che ha monitorato 100 tra le principali testate estere, ha indicato l'antico foro romano come il più apprezzato d'Italia
di Luca Stoppele 

Una ricerca condotta dalla Fondazione Marilena Ferrari, che ha monitorato 100 tra le principali testate estere, ha indicato piazza delle Erbe come la piazza più apprezzata da turisti e giornalisti di tutto il mondo.

Questo simbolo della città scaligera quindi ha ricevuto più consensi non solamente della più affermata piazza Bra, dove risiede l'Arena, ma anche delle più blasonate piazze d'Italia come piazza San Pietro a Roma, piazza Duomo a Milano e piazza San Marco a Venezia.

L'antico foro romano veronese ha vinto questa speciale classifica delle 10 piazze italiane più consigliate dalla stampa straniera, con il 15.5% dei suggerimenti, superando simboli italiani come quelli prima citati, proprio per il suo distaccarsi dallo stereotipo con il quale viene spesso indicato il "Belpaese", il tipico "pasta, pizza e mandolino". Addirittura giornali del calibro di "Le Figaro" sconsiglierebbero la visita ai luoghi più blasonati, pur riconoscendone l'indiscutibile bellezza, per evitare le orde di turisti in visita, consigliando luoghi meno conosciuti ma in ogni caso meritevoli. "The Guardian", quotidiano del Regno Unito, dipinge la più antica piazza di Verona come "la più sbalorditiva d'Italia, il vero cuore pulsante della città scaligera e il luogo ideale per manifestazioni che attirano visitatori da tutto il mondo".
Fonte: http://www.veronasera.it/cronaca/piazza-erbe-amata-turisti-mondo-1-ottobre-2012.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email

Terremoto Emilia, solo i Privati pagano le Demolizioni

"Chiesti fino a 50mila euro" Lo Stato smaltirà le macerie
Pagare per cancellare le orme della tragedia. Succede nell’Emilia del terremoto. I cittadini che vogliono abbracciare l’imperativo della ripartenza sono costretti a coprire con i loro risparmi le demolizioni delle case irrecuperabili
di Francesco Vecchi

Modena, 9 giugno 2012 - Pagare per cancellare le orme della tragedia. Succede nell’Emilia del terremoto. I cittadini che vogliono abbracciare l’imperativo della ripartenza sono costretti a coprire con i loro risparmi le demolizioni delle case irrecuperabili. Il listino prezzi è schizzato in alto. Dai quarantamila ai cinquantamila euro. "Una follia", accusano i sindaci, che dipende da un fattore preciso: una terra in piena emergenza non è stata dotata di una legge alla portata.
Dunque resta in vigore il principio ‘edificio privato, questione privata’. Nemmeno il tanto atteso decreto annunciato giovedì dal Presidente Napolitano agli sfollati ha coperto lo scandalo. Anzi. Tecnici, esperti e primi cittadini si muovono come sui carboni ardenti. Di nuovo c’è che la raccolta e il trasporto delle macerie sarà a carico dei gestori del servizio pubblico, nei casi segnalati dal Comune. "Ma sul tema demolizioni sembrano mancare risposte". Appunto. Senza quelle ci si trova però in una situazione di stallo e grigiume burocratico.
"Il Comune ha provveduto — spiega Alberto Borghi, sindaco di Bomporto — alle demolizioni degli edifici che mettevano a rischio l’incolumità. Invece le segnalazioni dei privati che chiedono controlli sono tante. È comunque consigliato rivolgersi al Comune". Conviene sì, ma vuol dire aspettare. L’iter da seguire se non si vogliono sborsare somme del genere è uno. Andare in municipio, ottenere un’ispezione dei vigili del fuoco e poi sperare in una scheda Aedes, quella che certifica il danno che l’abitazione ha subìto. Carta canta, sperando che poi da Roma arrivi il via libera ai rimborsi.
Così la situazione non può restare. I primi a dirlo ovviamente sono i cittadini. "Ho perso il mio negozio. Quando ho visto le macerie ho anche scoperto che dovrei pagare di tasca mia se voglio demolire subito". Nelle terre del sisma ora è meglio restare in attesa. Il caso è anche politico: "Serve un chiarimento — chiede Silvia Noè, Udc —, l’abbattimento è la prima operazione della ricostruzione". Non resta che sperare nelle parole di Napolitano. "Le modifiche sono possibili". Trovare la chiave di volta tra le macerie in Emilia è davvero un’urgenza.
Fonte:http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/06/09/726301-terremoto-emilia-modena-demolizioni-danni-case-lesionate-pagano-solo-i-privati.shtml

Terremoto Emilia: Notte di "Tregua"


 "Sciame sismico frena, 10mila sfollati

(AGI) - Roma, 5 giu. - Il sisma concede una tregua in Emilia. Lo sciame sismico che sta interessando l'Emilia Romagna non conosce tregua. Anche oggi, dalla mezzanotte alle 7, la terra ha tremato altre 15 volte. Le scosse, riferisce l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sono state di intensita' variabile tra 2.1 e 2.8, ma non sono state avvertite dalla popolazione perche' molto in profondita'. Ieri le scosse sono state piu' di 70.
Le ultime significative, per ordine di tempo, sono state registrate alle 19.48 (magnitudo 3.1) nei pressi di Rolo (RE) e Moglia (MN) e alle 20.04 (magnitudo 3.2) tra Rolo, Novi di Modena e Fabbrico (RE).
  La piu' forte si era verificata alle 8.55 (magnitudo 3.9) nei pressi di Concordia e San Possidonio.
MODENA, 8.346 SFOLLATI IN CAMPI, 1.388 IN ALBERGHI
Sono 8.346 i cittadini sfollati ospitati, la scorsa notte, nei 27 campi e nelle strutture coperte (palestre, centri civici, biblioteche) allestiti nei comuni modenesi colpiti dal sisma. E' inoltre in corso di costruzione un nuovo campo nella zona fiera a Carpi da 500 posti che portera' la disponibilita' in centri di accoglienza e strutture coperte coordinata dal Centro unificato di protezione civile di Marzaglia a un totale di 10.439 posti.
  Lo rende noto la Provincia di Modena. Altre 1.388 persone sono state sistemate in diversi alberghi, prevalentemente nell'Appennino modenese.
Le scuole statali lesionate dal sisma sono almeno 219, totalmente (121) o parzialmente inagibili (94). A queste si aggiungono 50 scuole paritarie dell'infanzia in cui si sono gia' accertati danni e altre 52 in cui le verifiche sono ancora in corso. Complessivamente, sono circa 50 mila gli studenti coinvolti.
SEVERINO: DETENUTI PER LA RICOSTRUZIONE
Il ministro della Giustizia, Paola Severino, durante la visita al carcere della Dozza di Bologna, ha lanciato l'idea di "rendere utile la popolazione carceraria per i lavori di ripresa del territorio. Momenti come questi - ha dichiarato il ministro - potrebbero vedere anche parte della popolazione dei detenuti tra i protagonisti di un'esemplare ripresa".

Terremoto in Emilia, la Ue: «Pronti i Nostri Fondi, interverremo»

Il commissario Hahn: «Danni per 5 miliardi di euro». L'allarme della Coldiretti: «100mila ettari di terreno senza acqua»
BRUXELLES - «Ci troviamo di fronte ad una catastrofe nazionale, la Commissione europea interverrà a favore delle zone dell'Emilia colpite dal terremoto con il fondo disolidarietà». Lo ha confermato il commissario europeo alla politica regionale, Johannes Hahn, dopo aver visitato le zone colpite dal sisma con il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani. «La situazione è estremamente difficile - ha aggiunto - per le persone che hanno perso la casa e per quelle che temono di perdere il lavoro». Hahn non ha fatto cifre esatte. 

Danni per 5 miliardi. «La valutazione dei danni è ancora in corso - ha detto al riguardo - ma posso dire che se si tratta di danni intorno ai 5 miliardi di euro, noi potremmo dare un aiuto nell'ordine di 150-200 milioni con il fondo di solidarietà». Si tratta cioè di risorse a fondo perduto, che non devono essere restituite, per comprire i costi dell'emergenza sostenuti dalle amministrazioni pubbliche. «I ministri per lo sviluppo rurale, inoltre, hanno deciso di stornare il 4% del fondo per lo sviluppo rurale - ha aggiunto Hahn - e di stanziarlo a favore delle zone terremotate», per una cifra che il commissario europeo ha stimato intorno ai 100 milioni di euro. «Infine c'è la possibilità di riassegnare i fondi dei programmi operativi alla ricostruzione, per una somma a due cifre», ha concluso il commissario europeo, promettendo anche che «l'Europa non chiederà la restituzione dei fondi già erogati per progetti europei che non possono essere portati a termine a causa del terremoto».

Allarme Coldiretti. Quasi centomila ettari di terreno compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova sono senza acqua a causa dei danni provocati dalle scosse di terremoto agli impianti idraulici che garantiscono la sicurezza del territorio. E' quanto afferma la Coldiretti, in una nota, sulla base delle analisi dell'Associazione nazionale biotecnologi italiani (Anbi), dalle quali si evidenzia che servono interventi per decine di milioni di euro nell'immediato per garantire l'irrigazione ed evitare che l'arrivo di forti piogge possa provocare alluvioni nelle campagne, ma anche nelle principali città emiliane. 

Dissesto idrogelogico. Il fenomeno della liquefazione delle sabbie che emergono dal terreno rubando spazio alla terra coltivata e provocano numerose crepe a case e magazzini, è - sottolinea la Coldiretti - solo l'effetto più evidente del dissesto idrogeologico provocato dal sisma che ha spaccato terreni nelle aree urbane ed agricole e messo in pericolo la stabilità del territorio. Il terremoto - continua la Coldiretti - ha provocato danni agli impianti idraulici e frane in alcuni alvei che pregiudicano il regolare deflusso delle acque. 

I danni. Una prima conseguenza è stata la sospensione del servizio di irrigazione che è necessario far ripartire per preservare, nell'emergenza, una delle agricolture più floride della Pianura Padana: ortofrutta, viticoltura, riso, parmigiano reggiano in particolare i settori a rischio. L'80 per cento della produzione di pere made in Italy si concentra proprio tra la provincia di Modena, di Ferrara e una parte di Bologna e la loro raccolta e ora a rischio. Sono inagibili l'impianto irriguo modenese di Concordia (a servizio di 2.500 ettari a frutteto) e quello di Sabbioncello nel comune mantovano di Quingentole (a servizio di 18mila ettari vocati all'ortofrutta. A forte rischio di chiusura, per inagibilita, anche l'impianto Ubertosa, nel comune di Poggio Rusco (irriga 10mila ettari tra seminativi, frutteti e coltivazioni ortofrutticole); già sospesa l'irrigazione su un'area di 26 mila ettari nel modenese (da Novi di Modena a Carpi e Campogalliano). Nell'impianto idrovoro di Mondine - sottolinea la Coldiretti - è crollata la torre dove si trova l'impianto elettrico. Grave è anche la situazione nella maggior parte dei 162mila ettari di pianura del comprensorio del Consorzio della Bonifica Burana tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova. Una rete estesa per 2.500 chilometri di canali, 52 impianti idrovori e 2.000 manufatti. Danni analoghi anche in provincia di Mantova, per gli impianti del consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga.
Fonte: www.ilmessaggero.it