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Fracking un dilemma che si sta sciogliendo. - Una mare di trivelle dal Mediterraneo a tutto il pianeta blu.

Mentre in Italia ci si ostina a far credere che i terremoti non possono essere indotti dal fracking, la ricerca viene sempre più penalizzata nel settore scientifico e nella fattispecie nel campo geologico dove gli interessi dei soliti pochissimi noti prevalgono su quelli della popolazione, apprendiamo che il nuovo governo non ha in agenda fondi da destinare al settore scientifico tanto che su dieci ricercatori che vanno in pensione, ne subentrano solo due.

Poche voci, sono fuori dal coro che conosciamo abbastanza bene per ospitarli spesso in queste pagine, ovvero la prof.ssa Maria Rita D'Orsogna ed il prof. Franco Ortolani, strenui combattenti nel settore ambientale.

Ma ora veniamo al tema che vogliamo sviluppare, riservandoci a fine post di riportare una recente dichiarazione del prof. Ortolani ordinario di Geologia presso l’Università Federico II° di Napoli.

Negli Stati Uniti, nella regione che si estende dal nord-est del New Mexico al Colorado meridionale, dal 2001 i terremoti hanno subito una vera e propria impennata sia nel numero che nell’intensità, ha detto Justin Rubinstein, uno dei principali autori della ricerca.

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Alabama: ieri a Mobile sembrava l'Independence Day! - Maria Rita D'Orsogna: notizie del "Pianeta Mare"


Sembrava il 4 Luglio, (la giornata pirotecnica in cui si festeggia il giorno dell'Indipendenza degli Stati Uniti, l'Independence Day n.d.r. ), invece è stato solo il 24 Aprile.
It literally sounded like bombs going off around. The sky just lit up in orange and red. We could smell something in the air, we didn't know if it was gas or smoke.
Era come sentire una esplosione di bombe tutte attorno. Il cielo appariva proprio illuminato in arancione e rosso. Abbiamo sentito un odore nell'aria e non sapevamo se fosse gas o fumo.
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Il motto di Greenpeace: "Sostieni chi pesca sostenibile".


Gente di mare che ha investito tutti i risparmi di una vita per l'acquisto di una barca ed altre attrezzature, spesso deve rimanere inattiva a causa della pesca eccessiva, dell’inquinamento e non ultimo dalle perforazioni petrolifere, che stanno causando l’estinzione di diverse specie ittiche.

I pescatori non amano di certo gli ambientalisti e non ameranno Greenpeace. Ma ciò nonostante su questo nostro pianeta ci sono interessi diversi che devono trovare il giusto equilibrio tra di loro con una politica avveduta e lungimirante.
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Basilicata: non vogliamo il petrolio, abbiamo i Sassi e campiamo di aria...!




Provate a fare un viaggio nella regione Basilicata. Si affaccia a sudovest sul mar Tirreno nel Golfo di Policastro ed a sudest sul mar Jonio nel Golfo di Taranto. Conoscete Maratea, sulla costa tirrenica, dove la montagna calcarea della Basilicata si riunisce con il Mar Tirreno dando vita ad un paesaggio di incantevole meraviglia?

Basilicata: non vogliamo il petrolio, abbiamo i Sassi e campiamo di aria...! - Le aree marine protette e le belle terre nel Mediterraneo e nel resto del mondo.
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http://rosariamagnisi.blogspot.it/ Rosaria Magnisi Le mie poesie, i miei quadri, le mie ricette culinarie e notizie varie... è
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Coralli del Mar Rosso

http://pianetablu.blogfree.net/?t=4404987 I coralli del Mar Rosso producono pigmenti che servono a proteggersi dalla luce solare...
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Pesci velenosi: metti una sera a cena a Fiji !

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Biofouling: storia e progressi in corso per contrastarlo. - IL PIANETA MARE A 360° "Un mare di Mare d'aMare"

Biofouling: storia e progressi in corso per contrastarlo. - IL PIANETA MARE A 360° "Un mare di Mare d'aMare"
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Cambiamenti climatici: oggi si chiude a Doha (Qatar). - "Il Mare in primo piano e non solo...".

Oggi è ufficialmente l'ultimo giorno dei colloqui sul clima delle Nazioni Unite in Qatar, dove circa 200 paesi hanno discusso nelle ultime due settimane per concordare i passi successivi di un trattato sul clima futuro da perfezionare entro il 2015.

Tuttavia, nella tradizione degli ultimi anni di colloqui, solamente forse nella giornata di oggi, intorno a mezzogiorno, si saprà qualcosa e le notizie che giungono in redazione non sono delle più confortanti...

Ma vediamo quali sono le quattro aree principali che i funzionari dei paesi partecipanti stanno cercando di concordare:

- Una continuazione del protocollo di Kyoto, l'unico trattato esistente giuridico internazionale per ridurre le emissioni, da parte dell'UE, la Norvegia, la Svezia, la Svizzera e l'Australia;

- La fine del "doppio binario" ovvero il processo negoziale dei colloqui che sono stati utilizzati nel corso di diversi anni - "Il gruppo di lavoro comune a lungo termine" ed il "gruppo del protocollo di Kyoto";

- I principi intorno a finanziamenti per il clima per vedere denaro trasferito dai paesi ricchi ai poveri, anche se i numeri specifici non sono previsti;

- Una tabella di marcia per un trattato sul clima legale per fare in modo che tutti i paesi abbattano le emissioni, da concordare entro il 2015 e fare entrare in vigore entro il 2020.

Intanto le ultime notizie che pervengono considerano debole il progetto di accordo per un secondo atto del Protocollo di Kyoto, come sembra sia stato discusso ieri.

I paesi poveri, i più colpiti dagli effetti del cambiamento climatico, la mancanza di responsabilità storica all'aumento del riscaldamento globale, che si manifesta con maggiore gravità attraverso gli eventi estremi, non lascia presagire a nulla di buono per il prosieguo della vita sul pianeta.

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Lac Rose Retba, il lago rosa una meraviglia di Madre Natura! - Lo sapevate che?

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I cento Terremoti che Funestano l’Italia

L'Ingv spiega: l'elenco delle ultime località è lungo
di DIPOCHEPAROLE
Dopo la pianura padana tocca al nordest. Nel Bellunese ieri un sisma di 4.5 gradi della scala Richter ha destato solo paura e niente danni. Poche le repliche e di basso valore.Giovanni Caprara sul Corriere della Sera ci spiega cosa sta succedendo:
«Come Ravenna nei giorni scorsi anche questo — nota Franco Mele dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Ingv — non si può collegare con l’area emiliana, pur avendo alla base la stessa causa scatenante, cioè la compressione esercitata verso Nord della placca africana che ha la sua lingua superiore nell’Adriatico ».«Solo nelle ultime 24 ore—ricorda Mele—abbiamo registrato un centinaio di terremoti, tenendo conto anche di quelli più deboli ».
Negli ultimi 2-3 giorni scosse oltre il secondo grado della scala Richter si sono fatte sentire un po’ dovunque, da Nord a Sud, con qualche epicentro più frequente di altri: tra questi c’è l’area calabra del Pollino intorno a Castrovillari:
Qui dal 1708 al 1988 si sono verificati sei terremoti con una magnitudo intorno a cinque gradi. «Nella zona c’è una faglia — spiega Mele — che spesso fa emergere lunghe sequenze di relativa intensità». Parte della Calabria è priva di grandi terremoti storici e questo «gap sismico », come lo chiamano gli specialisti, inquieta e si infittiscono gli studi dedicati alla regione.
I processi stanno accumulando energia, prima o poi la scaricherà? L’elenco delle ultime località interessate è lungo:
Dalla tristemente nota Valle del Belice alla Sila, dal Golfo di Noto, ad Ascoli Piceno, dal Sannio al Gran Sasso alle Isole Lipari e poi la costa abruzzese e calabra. «Dopo il terremoto dell’Aquila abbiamo ulteriormente intensificato la rete delle stazioni di rilevamento aggiungendone sugli Appennini e nell’Alta Val Tiberina — precisa Mele —. Complessivamente a livello nazionale arriviamo a cogliere 12 mila terremoti all’anno anche se quelli superiori ai due gradi della scala Richter sono soltanto circa seicento. Quest’anno saranno sicuramente di più».
Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/356170/i-cento-terremoti-che-funestano-litalia/

Terremoto: ancora Scosse di Rilievo in Emilia. 4,2 gradi alle 21,04


Ancora una scossa di un certo rilievo è stata nitidamente avvertita non soltanto in Emilia Romagna, luogo dell’epicentro della scossa, ma anche in Veneto e in Lombardia. Il terremoto è stato registrato anche dei sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle ore 21,04, ed ha avuto una magnitudo di 4,2 gradi della scala Richter. Il sisma ha avuto come epicentro questa volta la zona di San Possidonio (MO) un paese ad ovest di Mirandola. La profondita della scossa è stata misurata a 8,7 km. La replica fa seguito ad una altra scossa che ha colpito l’Emilia oggi pomeriggio alle 16,58: in quel caso l’intensità è stata di 4 gradi della scala Richter ad una profondità di 5,8 km. Nuova angoscia per i terremotati che si apprestano ad affrontare l’ennesima notte da sfollati, in una terra che non accenna a fermarsi.
Gare di solidarietà ovunque per aiutare i terremotati.

Veneto: Aria sempre più Inquinata e Multe da Capogiro

Polveri sottili in Veneto. Multa milionaria a Regione da Corte di Giustizia europea

Padova 30 mag. 2012 – L’aria peggiora sempre di più poichè le misure strutturali contro le polveri sottili in Veneto non sono mai state applicate. Dalla Corte di Giustizia europea arriverà una multa milionaria ai veneti, ma l’assessore regionale Maurizio Conte chiede a Bruxelles che la legge a tutela della salute pubblica continui a non essere applicata in Veneto. L’assessore Conte ha il dovere di far rispettare la legge e il Piano Regionale di Tutela della qualità dell’aria prima di andare a Bruxelles a chiedere una zona franca per il Veneto. Vuol dire forse che 8000 morti l’anno nella pianura padana per malattie legate alle polveri sottili si affrontano con una deroga alla legge? Dal 2005, anno in cui è stato varato il Piano Regionale per la tutela della qualità dell’aria, i primi ad opporsi con ricorsi al Tar del Veneto sono state le grandi aziende di Porto Marghera e tutt’ora i Comuni veneti sono nella illegalità perché non hanno finora applicato le norme che impongono  i Piani di Azione su aree omogenee dei territori comunali, con monitoraggi e verifiche imposte dal procedimento di Vas Valutazione Ambientale Strategica, e quindi su tutte le fonti di inquinamento dalle emissioni di acciaierie, inceneritori, cementerie, traffico veicolare, trattamento rifiuti, piani urbanistici dei Comuni, l’agricoltura e allevamento. Le Province hanno il potere di sostituirsi ai Comuni, ma non lo fanno. La Regione ha un Piano di rientro dalle polveri sottili fermo al 2006 mentre dovrebbe aggiornarlo ogni anno. I costi di questa illegalità li pagano le famiglie venete con una spesa sanitaria enorme legata alle malattie da inquinamento. Uno studio europeo “Aphekom” ha quantificato in termini economici l’impatto dell’inquinamento dell’aria in 25 città europee. L’Italia è rappresentata da Roma. La cifra è da capogiro: 31,5 miliardi di euro all’anno vengono “buttati via” per lo smog, pari a 19mila morti (di cui 15mila per malattie cardiovascolari).
La Corte di Giustizia europea ci ha già condannati. Si calcola che la multa comunitaria per la violazione della direttiva dovrebbe oscillare attorno ai 700 milioni di euro l’anno. I veneti, a seguito della illegalità dei Comuni che superano i parametri sanitari di legge sulle polveri sottili, saranno costretti a pagare la multa riferita agli anni 2005- 2007, una multa che certamente si ripeterà poiché sino al 2012 la legge in Veneto è sistematicamente violata. Perché la multa deve pagarla il contribuente e non piuttosto gli amministratori che non rispettano la legge? E non dovrebbe essere risarcito chi si ammala perché sindaci e assessori all’ambiente non rispettano la legge a tutela della salute pubblica?
Fonte: ADUC
Fonte:http://news.liberoreporter.eu/?p=29622

Pantelleria ed Egadi Uniti a Proteggere il Canale di Sicilia. - "Il Mare in Primo Piano ed Altro"

Pantelleria ed Egadi uniti a proteggere il Canale di Sicilia. - "Il Mare in primo piano ed altro".

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Santuario dei Cetacei e Laguna di Venezia saranno più Protetti


Fonte
http://profumodimare.forumfree.it/?t=60732851#lastpost
pubblicato da Filippo Foti
Finalmente viene applicata in Italia una misura prevista da una legge esistente già da dieci anni, con cui vengono proibiti gli avvicinamenti pericolosi delle navi alle coste.


Considerando l'urgenza delle scelte che andranno fatte a San Marco ed a Venezia, relative al progetto della piattaforma d'altura al largo di Malamocco ed allo scavo del Canale Contorta Sant'Angelo, il "Comitato" contrario al transito delle grandi navi da crociera ha presentato due diffide, una al Magistrato alle Acque per avere copia di tutta la documentazione originale riguardante il Piano di riassetto morfologico della laguna e l'altra alla Capitaneria di Porto, per accedere alla documentazione sul traffico crocieristico.
L'iniziativa del Comitato è validata dal nuovo decreto disposto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Passera, di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Clini firmato il 2 marzo 2012.
Com'è noto, i due ministri, in data 02 marzo 2012, hanno firmato il decreto anti inchini per le rotte sicure. In particolare il provvedimento, dopo l’incidente della Concordia, proprio all’imboccatura del porto dell’Isola del Giglio, prevede che le navi di grossa stazza navighino a due miglia dai confini delle aree marine protette.
Per il Santuario dei Cetacei vengono previste norme ad hoc per le navi cargo che dovranno fissare i carichi per evitare la loro perdita in mare. Per i limiti nella Laguna di Venezia, verranno predisposte delle vie alternative.
Detto decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 (serie generale) del 7 marzo 2012, Rubrica "Decreti, Delibere e Ordinanze ministeriali" recante "Disposizioni generali per limitare o vietare il transito delle navi mercantili per la protezione di aree sensibili nel mare territoriale".


I Ministeri, in fin dei conti, non hanno fatto altro che applicare la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare fatta a "Montego Bay" il 10 dicembre 1982, ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 2 dicembre 1994, n. 689.
Infatti gli articoli 21, 22 e 25 della predetta convenzione attribuiscono agli Stati costieri la facoltà di adottare nel loro mare territoriale misure per salvaguardare la sicurezza della navigazione, assicurare la conservazione delle risorse biologiche del mare, preservare l'ambiente marino e prevenire, ridurre e controllare i fenomeni d'inquinamento del mare e delle coste, ivi incluse misure sulle rotte.
E' stato applicato anche l'articolo 83 del codice della navigazione, come modificato dall'art. 5 della legge 7 marzo 2001, n. 51, che prevede la possibilità per il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di limitare o vietate il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell'ambiente della tutela del territorio e del mare, per motivi di protezione dell'ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende.
Nel decreto si è preso atto dei recenti incidenti della navigazione occorsi in prossimità di aree di grande valore eco sistemico ed ambientale e dalla significativa rilevanza socio-economica delle risorse ivi esistenti e, in quanto tali, soggette a particolari regimi di tutela.
E' stato anche considerato che le coste della penisola italiana ed i mari che la circondano sono particolarmente vulnerabili ai rischi del trasporto marittimo e della navigazione anche tenuto conto del lentissimo ricambio delle acque che caratterizza il bacino del Mediterraneo ed il rischio di grave inquinamento dell'ambiente marino collegato al trasporto marittimo che può derivare dalle sostanze pericolose e nocive trasportate dalle navi come carico o come propellente per i fini della stessa navigazione.


I due Ministeri hanno dunque considerata la necessità di proteggere in maniera particolare alcune zone marine e costiere attesa la particolarissima sensibilità e vulnerabilità ambientale, come la laguna di Venezia ove sono presenti ecosistemi continuamente posti a rischio anche tenuto conto dei rilevanti aumenti del traffico marittimo.
Nell'area marina protetta del Santuario dei Cetacei si dovranno adottare sistemi di ritenuta del carico delle navi che ne garantiscano la massima tenuta e stabilità in ogni condizione meteo marina, al fine di prevenire e impedire perdite accidentali dei carichi.
Nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca viene vietata la navigazione delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda.

L'ecologia profonda. Lineamenti per una nuova visione del mondo - di Guido Dalla Casa. In questo libro vengono distinti per chiarezza due tipi di ecologia:

Guido Dalla Casa Autore

Fonte Pianeta blu
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L'ecologia profonda. Lineamenti per una nuova visione del mondo - di Guido Dalla Casa.
In questo libro vengono distinti per chiarezza due tipi di ecologia: Una “ecologia di superficie” che recepisce le idee correnti in materia, cioè la necessità di evitare gli inquinamenti e salvare “ad isole” gli ecosistemi e le specie animali e vegetali, in quanto utili all’uomo;- una “ecologia profonda” che intacca il concetto di progresso e le idee-guida della civiltà industriale, che hanno portato all’attuale modo di vivere e quindi alla distruzione del mondo naturale.Il problema della conservazione della natura e del mantenimento dei principi che regolano l’evoluzione e consentono il perdurare della vita sulla Terra è legato all’atteggiamento della cultura dominante, al pensiero di fondo della civiltà industriale, al suo inconscio collettivo. L’ecologia profonda è quell’approccio all’ecologia che affronta i problemi relativi alla protezione della Natura non solo dal punto di vista scientifico o tecnico, ma anche filosofico e culturale, ricavandone un quadro di riferimento in cui comunque si riconosceranno molti amanti della natura.Si tratta di un testo che certamente lascia un segno nel lettore e riesce ad affascinarlo con l’essenza dell’ecologia profonda, magari invogliandolo ad approfondire i temi specifici attingendo alla ricchissima bibliografia.Oltre al confronto iniziale fra i due tipi di ecologia, vengono passate in rapida rassegna alcune culture umane, attribuendo in gran parte le cause della grave situazione attuale al predominio di particolari correnti di pensiero nella cultura occidentale, che ha ormai invaso tutto il mondo.Inoltre, nel quadro di pensiero dell’ecologia profonda, vengono accennate alcune questioni filosofiche di fondo, come il libero arbitrio, l’evoluzione, la posizione della nostra specie in Natura, la fine delle certezze. Vi sono riportate anche le indagini aggiornate sui limiti dello sviluppo, oltre alle nuove acquisizioni e ai risultati della scienza nel campo della dinamica dei sistemi e dell’emergenza dei fenomeni mentali.
Notizia di Filippo Foti