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Morte


Trasmigrai in una sera tempestosa
l'uragano avea il boato in petto 
stendea il suo alone nero 
e la luce intrisa di veleno 
palpeggiava il mare 
come una donna da annegare. 
Una bimba impaurita 
non avea nessun colore 
fredda la sua bocca 
perso ogni lamento.
Le onde come luride sottane 
si unirono in una danza 
intrigante di fiori da baciare 
e nella penombra di un faro 
consumarono il dolore del suo corpo. 
Esile e diafana strappata dalle acque 
fu trascinata dalla sua stessa vita 
nei cerchi di spuma 
prigioniera di quella carne 
tra gli ululati del vento 
e le maree che l'avvilupparono 
per renderla schiava.
Un lamento e poi un debole ansimare.. 
la voce si era spenta.
Per sempre! 
Rosaria Magnisi